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"I think I just sort of stuck to being myself. Maybe I wasn't looking like the happiest person on two legs out there, but I think over the years maybe they appreciated what I did and what I stood for..." - Stefan Edberg on his way of life. Read the interview

La strada spianata di Edberg. Lendl, caduta inevitabile

Un articolo da: La Gazzetta dello Sport
di Rino Tommasi

LONDRA. Forse due turni non sono abbastanza per aggiornare in modo credibile le considerazioni ed i pronostici della vigilia ma, fermo restando che non si vede chi possa togliere il 5° titolo a Steffi Graf, gli incontri maschili ci hanno ricordato che l'erba ammette eccezioni (le più clamorose sono state quelle di Borg e, nel '92, quella di Agassi) ma concede più spesso i suoi favori agli specialisti.

Per uno Stich che si è complicato la vita contro l'australiano Stolle, si è visto, contro Goellner e contro Volkov, il miglior Becker della stagione, ed un Edberg in buona salute.

Ieri lo svedese ha liquidato in 3 set l'israeliano Mansdorf, da lui sempre battuto in 7 incontri ma spesso capace di creargli problemi. In particolare si ricorda un incontro, giocato proprio qui nel 1990, nel quale prima di vincere 9-7 al quinto, Edberg è stato a due punti dalla sconfitta.

Nemmeno l'ultimo confronto diretto (quest'anno a Melbourne), era stato facile perché Edberg aveva dovuto chiudere il 4° set al tie-break.

Qualcuno aveva espresso dubbi sulle condizioni di Edberg per la fatica compiuta per liberarsi al 1° turno del giovane Rusedski, contro il quale Stefan era stato trascinato tre volte al tie-break, perdendone uno, nel terzo set, dopo avere avuto unmatch-point.

Non credo di esagerare affermando che questo Rusedski mi è sembrato particolarmente attrezzato per questi campi. E' mancino, serve bene e nel suo giovane record c'è una vittoria in un challenger giocato a Newcastle sull'erba ed un titolo nel doppio juniores, conquistato proprio qui a Wimbledon.

Ieri, contro Mansdorf, Edberg ha perduto tre servizi ma ha giocato bene in ribattuta concedendosi alcune prodezze di grandissima qualità.

A questo punto il percorso di Edberg, almeno fino alla semifinale, è abbastanza agevole se si considera che dalla sua parte sono uscite tutte e tre le altre teste di serie. Muster era stato eliminato al primo turno, Lendl e Medvedev hanno perduto ieri, uno perché troppo vecchio, l'altro perché troppo giovane.

Va ricordato che Becker e Edberg hanno la miglior percentuale di vittorie rispetto agli incontri giocati qui a Wimbledon tra i giocatori in attività. Becker, tre vittorie e tre finali su nove partecipazioni, esibisce 48 vittorie e solo sei sconfitte (88,8%), Edberg conta 43 vittorie e 8 sconfitte su dieci partecipazioni (84,3%).

Il bilancio è dunque favorevole a Becker. Edberg è in vantaggio solo nei confronti diretti, tutti giocati in finale: lo svedese ha vinto nel 1988 e nel 1990, il tedesco nel 1989.

Sarebbe una bella finale anche quest'anno, ma la strada è davvero ancora molto lunga.

La strada spianata di Edberg. Lendl, caduta inevitabile