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"I'll play as long as I'm still willing to work this much, to do all these sacrifices" - Stefan Edberg on leaving tennis. Read the article

Gli svedesi d'Australia si ritrovano rivali

Un articolo da: La Repubblica
di Gianni Clerici


Wilander contro Edberg agli Open


MELBOURNE. Ora tutti aspettano "the big friday", il venerdì da leoni in cui i duellanti più attesi degli Open d' Australia si troveranno uno di fronte all' altro nel catino di Flinders Park. Dopo Cash e Lendl, che nei quarti di finale hanno passeggiato, si sono dati appuntamento per l' altra semifinale, come da rigorosissimo copione, i soliti due svedesi, rispettivamente teste di serie numero due e numero tre, Mats Wilander e Stefan Edberg.

Quest' ultimo, dopo Cash, è il beniamino locale, dato che ha già vinto gli Open australiani nel 1985, rivelandosi così agli occhi dell' orbe tennistico, ed ha ripetuto l' impresa dodici mesi fa.

Del resto, la pattuglia svedese è ben rappresentata anche fra i quindicimila spettatori che affollano a qualsiasi ora le gradinate: c'è un gruppo pittoresco di tifosi variopinti, completi di bandiere, cartelli e gagliardetti, e addirittura col volto dipinto dai colori nazionali azzurro e giallo, che non ha cessato un solo istante di spingere i due compatrioti alla vittoria.

(...) Il numero due del mondo ha cominciato davvero maluccio il suo quarto di finale. Di fronte aveva il sovietico Chesnokov, con la faccia da bambino. Il russo non voleva assolutamente perdere. Gli impeti del biondissimo Edberg risultavano in avvio controproducenti: si tuffava in avanti, quasi si aggrappava alla rete ma il bambino russo lo passava, oppure lo costringeva a sbagliare.

Impreciso era anche il servizio dello svedese, che perdeva netta la prima partita e rischiava di perdere anche la seconda, con Chesnokov al servizio in vantaggio per quattro a tre. Edberg rimediava con rabbia più che con tecnica, con le unghie e con i denti arrivava al tie break, con denti ed unghie lo vinceva di un soffio, 7-5.

A quel punto, però, la strada per lui diventava discesa. Il russo era meno sicuro e meno regolare, le cavalcate sottorete di Edberg aumentavano di precisione, il doppio 6-4 era l' epilogo naturale dell' incontro.

Gli svedesi d'Australia si ritrovano rivali