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"I didn't think about last year's Wimbledon final, but about the one at the 1987 Australian Open, when I won at the fifth against Cash. My fortune was the break I did straightaway in the fifth set" - Stefan Edberg on his five set win against Boris Becker in the 1989 French Open semifinal. Read the article

Imbattibile numero due

Un articolo da: La Repubblica
di Gianni Clerici

A Stoccolma Edberg ha perso male, com' è bugiarda la classifica Atp

Becker, il vero re

STOCCOLMA.
"Clerici, l' e' quel lì el campion del mond?". L' ignoto compaesano lombardo mi aveva raggiunto sul mio banchetto televisivo, mentre finivo di commentare la luttuosa vicenda di Stefan Edberg.

Giaceva in quella, Stefanello, abbandonato come un giocattolo rotto, ci voleva poca immaginazione per immaginare, sparsi intorno a lui, molle e viti, pile e transitors. Il viso, a volte radioso sino al rapimento, ricordava una volta di più la generosa espressione di Stan Laurel, nei momenti in cui appare vittima delle sopraffazioni di Oliver Hardy. In confronto, il Becker saltellante, irradiante buon umore e spirito allegro, pareva davvero il figlio di un' altra razza.

Al mio compaesano avrei tentato di spiegare che gli scandinavi son gente diversa, da noi e dagli altri. Lo dimostra non solo quella passiva impassibilità, ma addirittura la reazione del pubblico, un tiepido battimani senza lo stridere di un fischio, di una protesta. Pensate un attimo cosa mai sarebbe successo da noi.

Pensate ai fischi, alle crudeltà verbali, magari a qualche lancio di monetine. La pallida e buona gente di qui si è invece limitata ad applaudire Becker, ma ha finito con un fragoroso battimani quando lo speaker ha annunciato che Stefanello era ancora il numero uno mondiale.

Spiegare come questo avvenga richiederebbe la scienza statistica di Rino Tommasi, e una pazienza non meno profonda dei lettori. A frugare tra i record troviamo che quest' anno Boris Becker ha battuto Stefan Edberg tre volte su quattro, apprendiamo che, nella carriera, il tedesco ha quasi vinto il doppio, 17 match a 9. Si trattasse di pugili, o anche solo di sprinters, la vicenda sarebbe chiusa.

Con le classifiche di tennis, specialmente le attuali, contano però i punti spigolati nel corso della stagionale mietitura, e non solo: chi più gioca, più vince, premio non solo allo zelo, ma ad un sistema che si nutre della presenza delle star, tanto da legalizzarne, da quest' anno, gli ingaggi, fuorilegge sino all' 89. Non soltanto conta la quantità, ma anche la qualità dei tornei, quella degli avversari battuti, gli scarti dei tornei meno riusciti, oltre i 4 d' obbligo.

In questa ben organizzata confusione, Stefanello Edberg continua a condurre la corsa su Boris Becker, che pure lo sopravanza nei confronti diretti. Becker, va detto, sta giocando meglio dell' avversario da circa tre settimane. Mentre gli ultimi tornei, infatti, sembrano aver avvelenato le gambe apollinee di Stefanello, i saldi tronconi di Boris paiono iniettati di cherosene, o se preferite di frizzante champagne.

Oltre al vantaggio della superiore freschezza, Boris ha avuto dalla sua quella del tappeto, il suo prediletto, e delle Slazenger, molto vive. Il marchingegno approntato dalla Ibm per misurare la rapidità dei servizi segnava spesso intorno ai 190 chilometri orari quando Becker andava alla battuta.

Al di là di una scoraggiante imprecisione Stefanello raramente superava i 170. Da qui a riassumere la rivalità tra i due come un semplice confronto sulle percentuali di battuta, ce ne vuole. Boris Becker lo ha affermato, e questo può bastare per tutti gli agricoltori mancati che intasano le conferenze stampa, rivolgendo ai campioni domande scoraggianti.

Ma la faccenda è un tantino più complessa, e la svolta nei match tra i due mi sembra da situare soprattutto nella ribattuta, che ora Becker distilla con raffinatezza non inferiore a Gianola Nonino. Fino a pochi mesi fa, all' ultimo Wimbledon, Boris si accaniva testardamente a picchiare il rovescio su ogni battuta dello svedese, finendo per rimballarsi, e per cacciar fuori una bella motta di palle colpite troppo tardi, causa la sbracciata lunga.

Ora Becker usa la sua racchetta quasi fosse l' arma fatata di Ken Rosewall, anche se la sua gran possa fa passare inosservato questo decisivo dettaglio. Un tipo allampanato e male in gambe come Stefanello fatica a ripetere graziosi inchini, e va a finire stanco morto, e magari con gli stinchi annodati. Vero che domenica Boris ha perduto soltanto sei punti dico sei su cinquanta nei suoi turni di battuta. Ma vero anche che, dopo cinquanta minuti di flessioni Stefanello si è sentito le gambe pese, ed è andato serenamente alla deriva.

Sta ancora 147 punti avanti, Edberg, così come una maglia rosa inseguita affronta gli ultimi due picchi dolomitici con un gruzzoletto di vantaggio. Raggiante salute e buona voglia, Boris gli succhia però la ruota floscia, e sembra pronto a saltarlo.

Vedremo questa stessa settimana a Bercy, e infine nel Masters di Francoforte, che sostituisce da quest' anno il Madison Square Garden. Vedremo, ma non sembra proprio il caso di dimenticare un terzo incomodo, punito dal desiderio luciferino di Wimbledon, e da troppo poche gare affrontate: Ivan Lendl.

A Stoccolma: Becker b. Edberg 6-4, 6-0, 6-3

Imbattibile numero due