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"I've never really thought about coaching and if it had not been Federer doing the asking, honestly, I would not have been interested" - Stefan Edberg about Roger Federer's proposal to be part of his team. Read the interview

Lo Slam della mutua

Un articolo da: La Repubblica
di Gianni Clerici


Open d' Australia, lo svedese batte Cash solo grazie a un intervento del massaggiatore

Edberg vince soffrendo, non può continuare

MELBOURNE. Ero lì deluso a fare il mio bla-bla-bla insieme a Tommasi, mentre Pat Cash barcollava disgustato, ormai desideroso della doccia, che mi venne in mente di dire: Ormai solo un incidente può salvare Cash. O una crisi di coscienza di Edberg, un' improvvisa conversione al buddismo, o a qualche altro credo pacifista.

Vengono in mente strane cose, quando per contratto si è costretti a parlare cinque o sei ore, ma per buona sorte esiste l' autocensura, solo qualche sciocchezza filtra tra le molte in agguato.

Mi trattenni dunque, e rimasi tranquillo ad osservare Edberg che iniziava il suo laborioso movimento di battuta, la distensione della gamba sinistra, la flessione della destra, il pendolo delle braccia, il lancio di palla, il mulinello della racchetta, infine il salto in avanti contemporaneo all' impatto.

Niente di nuovo, niente di diverso dal violento gesto di torsione e traslazione che il grande svedese compie qualche centinaio di volte al giorno. Il povero Stefan aveva appena finito di riceversi sulle suole, che lo vedevo portarsi la sinistra al fondoschiena, nel tipico gesto di chi è trafitto dal colpo della strega.

Si avvicinava all'arbitro, parlottava, si abbandonava su una sedia. Come si vedeva apparire il massaggiatore Bill Norris, era evidente che lo svedese avesse chiesto i tre minuti di cure regolamentari.

Bill Norris è simpaticamente noto nel circuito per la sua rassomiglianza con il cantante John Denver, e per aver più o meno ammaestrato un' anatra che si portava in giro al guinzaglio. Mentre Bill convinceva il malcapitato Stefan a sdraiarsi sul duro cemento, e gli afferrava un piede spingendolo come una leva, mi veniva in mente una simile vicenda, occorsami l' anno passato, a Wimbledon.

Nel trasportare su per una scala strettissima una valigia pesantissima, la mia quarta e quinta vertebra lombare si erano messe in sciopero, e avevo dovuto ricorrere alle arti di Bill. C' era voluto un mese a riprendermi. Fortunatamente per lui, Stefan Edberg era all' oscuro di quella mia dolorosa vicenda. Subìto il trattamento, assorbito l' analgesico, trovava il coraggio per avviarsi a battere.

La vicenda, nella sua drammaticità, assumeva un risvolto grottesco. Il giocatore quasi sconfitto, Cash, avrebbe anche potuto annullare uno svantaggio altrimenti decisivo. Il sicuro vincitore, Edberg, rischiava il forfeit per lombalgia o forse per la sindrome di Norris. Sia come sia, quell'incosciente di Edberg azzardava una ace di seconda, e la palla, miracolosamente, entrava.

Piuttosto incredulo, Cash salvava il primo match point sul 15-40, ma un secondo ace dell'infermo finiva per metterlo fuori dal torneo.

Nel mentre Edberg giaceva sul lettino dell'infermeria, il fisioterapista fronteggiava il suo momento di notorietà, incalzato da gente che confonde probabilmente le lombari con la lombatina.

Questa notte lo tratterò ancora, concludeva Norris, aumentando il mio scetticismo sulle possibilità di Edberg di concludere il torneo. Fino al colpo della strega, Stefan Edberg aveva giocato una partita esemplare, quanto quella di Cash era stata sciagurata. Il nuovo servizio lo aveva non solo indotto undici volte in doppio errore, ma totalmente scorato.

Una volta di più, avevo ammirato la grande civiltà del pubblico che non aveva disapprovato la condotta mortificante del suo eroe. Certo meno rassegnata era la stampa locale, alle cui domande Cash avrebbe risposto testualmente: Il match di oggi? Sono fatti miei.

Diciamo che ho avuto le mestruazioni. Affermazione paradossale ma coraggiosa, per chi è stato considerato una bandiera del machismo australiano. Lourdes è troppo lontana da Melbourne, e temo quindi che Edberg, il tipo fino ad oggi più in forma, non farà in tempo a riprendersi.

Fuori Wilander, fuori Becker, salgono vertiginosamente le azioni di Lendl, che pure non mi sembra quello d' annata, Cru 1987. Ha molto sofferto nel primo set contro Mansdorf, Ivan, e probabilmente l' ha aiutato il rimbalzo delle pallacce coreane, che tuttavia lo infastidiscono sul passante.

A domare questi ondeggianti proiettili riescono soltanto due maghi del tocco, Gattone Mecir e John McEnroe. Sarebbe una meraviglia che uno di loro riuscisse ad uscir fuori da quella mischia di bruti che pare diventato il tennis contemporaneo.

Lo Slam della mutua