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"To be number one in the world is unique and is probably my best memory. To be top five in the world ranking for nine years is also something I'm very happy with" - Stefan Edberg on his years at the top. Read the interview

Ferito e sfortunato, l'Edberg di oggi è uno strano N.1

Un articolo da: La Repubblica
di Gianni Clerici

Domani il via al Roland Garros, ma lo svedese potrebbe non farcela

PARIGI. Come direbbe un anglofono, siamo alla "second leg", alla seconda gamba del Grande Slam. Sono quattro, e su di loro, piaccia o meno ai sindacalisti dell'Atp (Ass. Tennisti) poggia saldamente il trono del nostro regno.

La decisione di gestire il circuito presa dai giocatori (e dagli agenti che li consigliano, non certo per altruismo), ha paradossalmente aumentato l'importanza dei tornei Slam, facendo retrocedere gli altri ad una sorta di anonima Serie B.

La regola che consente di scartare i tornei giocati oltre il quattordicesimo, annodata con la liceità degli ingaggi, ha prodotto danni incalcolabili. Il maggior protagonista a rovescio della nuovissima situazione è stato Andreino Agassi, ma non si erano mai visti, nella storia, tanti tennisti pronti ad arrendersi, a sventolare una bandiera bianca con un dollaro stampato nel bel mezzo.

Nello stadio intitolato all'aviatore e podista Roland Garros, niente di simile avverrà. La prima dimostrazione di garanzia è la presenza dei migliori sedici tennisti del mondo e delle diciassette migliori, tra le teste di serie. Soltanto Martina Navratilova si allena alla clorofilla, con una scelta che fu già vincente, l'anno passato.

Stefan Edberg potrebbe essersi nuovamente ferito, come purtroppo gli è spesso accaduto. Ma soltanto di sfortuna si tratterebbe, non certo di malavoglia. A voler essere crudeli, la preparazione di Edberg al rosso non è sembrata ineccepibile per uno come lui, molto più a suo agio su erba o cemento.

Ma giocar troppo poco non significa anche ferirsi, com'è avvenuto nella Coppa delle Nazioni, un'esibizione a squadre, in cui non è necessario dannarsi.

Nell'approccio al grande torneo va quindi ricordato che Edberg potrebbe essere assente, o non del tutto sano, così come Becker potrebbe non essere perfettamente guarito dalle croniche bue ai suoi troppi muscolacci.

Va anche sottolineato che i primi due mondiali furono protagonisti nell'anno del miracolo Chang, ma scomparvero miseramente l'anno passato. Esistessero, e io spero non accada mai, le classifiche secondo superficie, i due grandi biondi non sarebbero certo in cima e in fondo al tabellone.

Ferito e sfortunato, l'Edberg di oggi è uno strano N.1