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"People talk much more about Lend and Becker, but I can sneak up from behind and that's a position I like. I would like to reach that No. 1 spot at least once in my career. Just to see how it feels" - Stefan Edberg on his targets. Read the interview

Chang, l'infinita saggezza

Un articolo da: La Repubblica
di Gianni Clerici


A Parigi l' americano elimina Chesnokov. Nell' altro match, una maratona: Becker sbaglia troppo

Ma contro Edberg sarà una finale tutta da sudare

PARIGI. (...) Il successo del piccolo Chang costringeva Edberg e Becker a entrare in campo in un curioso stato d' animo. I due erano consapevoli di disputare un match che equivaleva alla finale, e tuttavia non lo era ancora. Durante tre ore e 54 minuti, Edberg e Becker non sarebbero mai riusciti a giocar bene insieme, avrebbero commesso caterve di errori gratuiti, e non pochi errori tattici.

In questo aspetto negativo, Boris avrebbe addirittura surclassato Stefan. Arrivato alla semifinale palleggiando prima di attaccare regolaristi quali Berger e Perez Roldan, Becker ha impostato lo stesso match contro il maggior specialista mondiale del serve and volley.

Questo gli è costato i primi due set, in cui Stefan è parso un fulmine di guerra soprattutto ai meno avvertiti. All' inizio del terzo, Boris si è salvato da tre palle break consecutive, una delle quali molto ambigua, nell' immediato dintorno della riga. Pian piano, Becker si è fatto vedere qualche volta di più in avanti, ha allungato la battuta, ha costretto Stefan a partire più indietro, respingendolo oltre la riga di fondo. Edberg ha salvato due set-point sul 4-5, ma non il terzo set.

Becker pareva dilagare nel quarto, in cui lo svedese smarriva non solo determinazione, ma anche tocco. All'inizio del quinto Edberg subiva un break, ma nel game successivo Becker si impigliava nella rete come un tonno, perdeva concentrazione e servizio, e ricominciava incredibilmente i palleggi di attesa che gli erano costati i primi due set.

Per battere Stefan dal fondo, ci vuole giusto un Lendl al massimo, o quantomeno un premiato arrotino. Boris terminava furibondo, senza capire, imprecando alla sfortuna di passanti che gli uscivano di poco. Come non accorgersi che era Edberg, a chiudere gli angoli? Tiriac, in tribuna, assisteva più avvilito che incredulo. A un certo punto gli è caduto anche un baffo.

Chang, l'infinita saggezza