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"I didn't realise the importance of it until late in my career" - Stefan Edberg about being world number one. Watch the interview

Monica la forzuta non ha avuto pietà

Un articolo da: La Repubblica
di Gianni Clerici

E Courier scherza con Connors. La Seles ha vinto il torneo battendo nettamente la Navratilova. Edberg supera Lendl senza problemi. Oggi in finale troverà l'americano. Per Jimbo non c'è mai stata partita

NEW YORK. […] Il facile successo della Seles era stato preceduto da una monotona semifinale tra Edberg e Lendl. In tredici anni di onorata carriera professionale, Ivan Lendl non era mai stato preso per i fondelli. Pare incredibile che a concedersi simile libertà sia stato un tipo educato come Stefan Edberg, ma le circostanze possono aiutare a capirlo.

La semifinale viaggiava verso una conclusione rapida quando, nel secondo game del terzo set, un Lendl molto affannato era costretto a salvarsi con un colpo da circo, una palla giocata alla sinistra del corpo, facendo passare la testa della racchetta dietro la schiena. Quel colpo, in cui era maestro in altri tempi Nastase, non sarebbe riuscito a riammettere Ivan in partita, nel solo game in cui Stefan gli aveva concesso ben quattro palle break.

Sempre applicatissimo, ancorato su percentuali di battuta sopra il 60 per cento, a volée vincenti molto solide, Edberg si affrettava verso la finale, il primo posto nella classifica Atp (associazione professionisti) e una meritata colazione. L' immagine di quel colpo di Lendl doveva esserglisi però impressa dentro se, nel nono game del terzo set, su una palla a metà campo, Stefan dava per un istante l'impressione di scansarsi, solo per eseguire anche lui quel gesto insolito quanto arduo.

Ivan, che ha riflessi ormai arrugginiti, restava tanto sorpreso da perdere il punto. Stefan, per solito impeccabile, non riusciva a nascondere un sorriso, che provocava una battuta un filino acida di Ivan: "Un colpo simile riesce davvero a tutti".

Sarebbe stato, quello, l'unico momento animato di un match tra un giocatore logoro, e un altro che sta trovando condizione migliore ad ogni partita. La presenza di Lendl in semifinale era già un risultato sorprendente. Affacciatosi al torneo in buona forma atletica, ma molto 'scentrato' , Edberg si era invece migliorato ad ogni turno, grazie anche ad avversari simili a brodini ricostituenti.

Sin dall'inizio della semifinale lo si è visto proiettato a rete, aggressivo ma insieme tanto lucido da variare di continuo la profondità e addirittura le rotazioni degli approcci. Soltanto una delle casalinghe ossigenate che presidiano la linea, era riuscita a bloccarne per un istante l'azione, segnandogli un fallo di piede che trascinava la perdita di un servizio nel quarto game del primo set.

Turni di battuta, Stefan non ne avrebbe più sciupati, se non a 5-1 nel secondo set, una posizione tanto confortante da concedersi qualche distrazione. Ma nemmeno in quella circostanza Lendl sarebbe riuscito a riavvicinarsi, mostrandosi più simile alla vittima di Camporese, Caratti e Furlan che al vincitore di Edberg nello Australian Open [...].

Monica la forzuta non ha avuto pietà